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John & Miles

Molto si è detto e scritto su di loro. Due geni indiscussi della musica, due personalità complesse, caratteri tormentati, introversi, schivi ma determinati. Era il 1926 l'anno in cui nascevano entrambi i due musicisti, negli Stati Uniti della grande depressione e della segregazione. La loro provenienza da ambienti culturali e familiari diversi li porterà a seguire strade altrettanto diverse che si definiranno ancora meglio nei loro lavori artistici.
Sia Coltrane che Davis vivevano per la musica, era di certo la loro ragione di vita. Si racconta che Coltrane malgrado fosse tecnicamente perfetto non smetteva mai di esercitarsi. Si esercitava anche nelle pause dei concerti e, durante gli assolo degli altri si ritirava in camerino per continuare a provare. Lo studio per Trane non era dettato da nessuna mania di virtuosismo, ma come lui stesso diceva era spinto dalla voglia di dire cose ancora non dette.

« Il mio compito di musicista è trasformare gli schemi tradizionali del jazz, rinnovarli e soprattutto migliorarli. In questo senso la musica può essere un mezzo capace di cambiare le idee della gente. » John Coltrane [1]

Questa passione di sperimentare nuove sonorità e nuove forme musicali rende simili i due artisti. Ognuno con le proprie motivazioni ha prodotto opere che hanno sconvolto e rinnovato non solo il jazz ma la musica di tutti i tempi, inoltre l'eredità artistica che hanno lasciato al mondo è un patrimonio non solo musicale ma anche umano.

John e Miles si incontrarono per la prima volta nel 1947 e insieme a Sonny Rollins e Art Blakey suonarono per un breve periodo all'Audubon, una sala da ballo di Manhattan. Passarono diversi anni prima che due intraprendessero una collaborazione.
Tutto cominciò nel 1955, quando Davis, in seguito alla partenza da NY di Sonny Rollins (Rollins, eterno perfezionista, era solito prendersi dei periodi di pausa dedicati allo studio dello strumento come se dovesse ricominciare e alla riflessione, anche filosofica, ispirata al pensiero orientale, e per evitare le proteste dei vicini andava a studiare sul ponte Williamsburg Bridge sull'East River, dove talvolta lo raggiungeva Steve Lacy anch'egli alle prese con una riflessione sulla sua musica...ma questa è un'altra storia...), avendo bisogno di un altro sax per il suo quintetto decise di fare un provino a Coltrane su consiglio dell'amico Philly Joe Jones. Si racconta che come test Miles fece eseguire a Coltrane Two Bass Hit” di John Lewis , il provino ebbe un buon esito e cosi ebbe inizio la fortuna di uno dei quintetti più importanti della vita artistica di Davis e non solo.

Trane era il piu profondo e veloce sassofonista che io abbia mai ascoltato. Poteva suonare veramente veloce e veramente forte nello stesso tempo, e questo era davvero difficile(...) era come posseduto quando metteva quel fiato in bocca. Era appassionato e nello stesso tempo cosi calmo e gentile quando non suonava. Un ragazzo dolcissimo.”
M.Davis [2]

Eppure i due quando si conobbero non instaurarono subito un buon rapporto, probabilmente a causa delle loro personalità forti e opposte, Davis era un uomo rigido soprattutto nell'organizzare il suo lavoro e molto esigente con i musicisti, Coltrane era altrettanto concreto e pragmatico nella musica ma nella vita era timido, sensibile e piuttosto irrazionale, si lasciava trasportare dalle sue passioni senza controllo e purtroppo tra le sue passioni a parte la lettura e la musica c'erano pure l'alcol e l'eroina da cui non riusciva a disintossicarsi.

“Miles è un tipo molto bizzarro: parla poco e capita molto raramente che discuta di musica. Si ha sempre l'impressione che sia di cattivo umore, e che ciò che gli altri fanno non lo interessi e non lo tocchi minimamente. In simili condizioni è molto difficile sapere con precisione che cosa si deve fare, ed è forse per questa ragione che mi sono messo a fare ciò che volevo.” John Coltrane [3]

Nel primo quintetto di Miles, oltre a Coltrane al tenore, c'erano Red Garland al pianoforte Paul Chambers al contrabbasso e Philly Joe Jones alla batteria, un quintetto eccellente che ebbe subito successo.
Con loro incise in un'unica sessione il 16 novembre 1955 “ The New Miles Davis Quintet”, mentre nel maggio e nell'ottobre del ‘56 in sole due lunghe sedute, senza mai ripetere alcuna esecuzione, quattro dischi fondamentali nella storia del hard bop: Cookin', Relaxin', Workin', Steamin' (Prestige) e tempo dopo invece fu la volta di Round About Midnight pubblicato dalla Columbia.
I club era gremiti di gente quando loro suonavano, anche molti personaggi dello spettacolo come Sinatra, Elisabeth Taylor, Marlon Brando, James Dean, situazione che dimostrava i cambiamenti che stavano avvenendo negli Stati uniti di quegli anni, anni in cui bianchi e neri cominciavano a stare insieme.

Malgrado il grande consenso di pubblico raggiunto, l'inflessibilità di Miles lo portò a sciogliere il gruppo perché non accettava che alcuni componenti facessero uso di droghe (essenzialmente Coltrane e Jones). Durante questo distacco Coltrane ebbe modo di suonare con Thelonius Monk, un incontro fondamentale per la sua crescita artistica.
Trane era pieno di energia, anche perché si stava disintossicando dall'eroina e sfruttò al massimo questo momento, in particolare voleva capire bene i segreti della musica di Monk:

Beh, andavo a casa sua, nel suo appartamento, e lo tiravo giù dal letto, per dire, oppure…(ride). E allora lui si svegliava, andava al piano e si metteva a suonare. Suonava qualsiasi cosa, magari uno dei suoi pezzi. Si metteva a suonare e poi a un certo punto mi guardava, o qualcosa del genere, e quando mi guardava io prendevo il sax e cominciavo a cercare di capire che cosa stava suonando. E lui continuava a suonare all'infinito finché non capivo una certa parte, e quando ripeteva il pezzo, la volta dopo, io ne capivo un'altra parte. Poi si fermava a mostrarmi certe parti più difficili, e se proprio non ci riuscivo, beh, tirava fuori il portaolio e mi faceva vedere la partitura. Lui tiene le partiture, ce le ha tutte scritte, e io leggevo e imparavo. Preferiva che la imparassi senza leggere, sai, perché in quel modo la senti meglio. La senti più in fretta se la impari a memoria, a orecchio, hai presente? E insomma, quando avevo imparato quasi tutto il pezzo, mi lasciava a provarlo da solo. Mi mollava lì e se ne andava, magari a fare la spesa, oppure si rimetteva a letto. Io me ne stavo lì a ripassare il pezzo. Quando lo suonavo benino lo chiamavo e lo suonavamo insieme. E certe volte facevamo un solo pezzo al giorno.[4]

Monk e Coltrane si esibivano al Five Spot al 5 di Cooper Square, nel Greenwich Villane, all'inizio in trio con Frankie Dunlop, il batterista dello stesso Monk, e in seguito si aggiunse l'ottimo Wilbur Ware al contrabbasso . Purtroppo dei loro straordinari concerti al Five Spot non è rimasto nulla ma vale la pena ascoltare alcune loro incisioni in studio del '57 e del '58 [5], in particolare consiglio il disco "Thelonious Monk with John Coltrane", inciso per la Jazzland.

Sempre nel ‘57 Coltrane incide anche Blue Trane”, disco in cui fonde il suo passato rhythm and blues ed i preziosi insegnamenti di Monk. Il suo modo di suonare cresceva e maturava sempre più; i suoni distorti, i grugniti, gli squittii striduli appresi dai musicisti R&B riversati nei suoi lunghi ed infuocati assoli si univano alle nuove capacità tecniche studiate con Monk. Coltrane ora riusciva ad ottenere sullo strumento due o addirittura tre suoni contemporaneamente (gli armonici oltre la nota principale).

Nel frattempo Miles ritornava dalla Francia, dove aveva inciso la colonna sonora del film di Louis Malle, Ascensore per il patibolo, e pieno di nuove idee ed energie decide di riformare la band. Riassume Coltrane e aggiunge un altro sax il giovane contralto Cannonball Adderley. Il sestetto - ora costituito da Davis, Coltrane, Adderley, Garland, Chambers e Joe Jones - entrò in studio nel 1958 per incidere "Milestones". Musicalmente, questo disco contiene sia il passato che il futuro del jazz. Davis mostra di essere in grado di suonare blues e bebop (con l'aiuto del geniale Coltrane e dei suoi duetti con uno strepitoso Adderley), ma il vero capolavoro è la traccia che dà il nome al disco, una composizione di Davis in cui inizia a cimentarsi con il tipo di jazz modale che avrebbe poi definitivamente adottato e reso popolare nell'album Kind of Blue.

A conferma del caratterino di Miles, si racconta che Garland alle sedute del 4 marzo arrivò tardi (secondo altre versioni, si arrabbiò e lasciò lo studio furibondo) e Miles Davis suonò il piano in Sid's Ahead .

Nel marzo del 1959 Davis tornò in studio e volle rinnovare nuovamente il gruppo, nasceva un nuovo grande quintetto ancora più importante del precedente. E proprio in questo clima e da questi rapporti cosi tormentati nasceva un capolavoro come “Kind of Blue”, il disco che rappresenta l'essenza del jazz moderno.
Ovviamente a farlo grande non sono solo Davis e Coltrane, c'erano anche musicisti del calibro di Bill Evans al piano, Cannonball Adderley al sax contralto, Jimmy Cobb alla batteria, ed è qui si conferma ancora una volta la sapiente capacità di Miles a scegliere i musicisti migliori al fine di creare un'unità espressiva perfetta.

Dopo “Kind of Blue” tutti i componenti del gruppo si staccarono da Miles per intraprendere carriere come leader con risultati eccellenti, portando sempre con loro quell'esperienza irripetibile.

Coltrane incide il suo straordinario “Giant Steps” in cui dimostra di aver fatto “passi da gigante” e lo rivela definitivamente come strumentista e compositore di alto livello e di grande originalità .

Miles riprese la sua collaborazione con Gil Evans (con cui già aveva registrato Miles Ahead e Porgy and Bess ) ed insieme creano un altro capolavoro del jazz orchestrato: Sketch of Spain.

Prima del definitivo distacco, Davis convinse Coltrane a seguirlo in un ultimo tour europeo, un concerto immortalato nell'album "Live in Stockholm". L'incisione dimostra sia la perfezione con cui il materiale inciso in Kind of Blue veniva trattato dal vivo, sia il distanziarsi di Coltrane dallo stile che, con Davis, aveva contribuito a creare.

Per molti raccontare ancora di loro potrebbe sembrare banale, ma vi assicuro che ricordare le loro storie è come raccontare le gesta degli eroi del passato che combattevano per i grandi ideali. La musica che questi due grandi artisti ci hanno lasciato esprime chiaramente l'essenza delle loro personalitÓ, delle loro storie di vita, ma c'Ŕ qualcosa in pi¨. Bastano sicuramente le parole dello stesso Coltrane per comprendere al meglio la loro grandezza:

«Voglio essere una forza del bene. In altre parole so che esistono forze del male, forze che arrecano sofferenza agli altri e miseria al mondo, ma io voglio essere una forza opposta. Io voglio essere la forza con la quale fare veramente del bene.» J.Coltrane [6]

 

░░░

 

Note:
[1] Riportato in “ John Coltrane - Con il blues nell'anima” di Alberto Rodriguez, in Musica Jazz, 1981
[2] Citato in "Miles Davis, Dal bebop al jazz-rock (1945-1991)" di L.Cerchiari, pag. 103
[3] Citato in "John Coltrane: C'est chez Miles Davis" di Francois Postif, in Jazz Hot, 1962
[4] Lewis Porter, Blue Trane, la vita e la musica di John Coltrane, Minimum fax, pag. 175
[5] Thelonious Himself - 1957, Thelonious Monk con John Coltrane - 1957, Monk's Music - 1957 , Live At The Five Spot Discovery! - 1958, The Complete Riverside Recordings , The Complete Blue Note Recordings - 1947/1958
[6] Riportato da Nat Hentoff

Bibliografia:
Luca Cerchiari, Miles Davis, Dal bebop al jazz-rock (1945-1991) , Oscar Mondadori, 2001
Arrigo Polillo, Jazz, La vicenda e i protagonisti della musica afro-americana , Oscar Mondadori, 1997
Lewis Porter, Blue Trane, la vita e la musica di John Coltrane, Minimum fax, 2006
Enciclopedia Wikipedia

Discografia:
Miles: The New Miles Davis Quintet
Cookin' with the Miles Davis Quintet
Relaxin' with the Miles Davis Quintet
Workin' with the Miles Davis Quintet
Steamin' with the Miles Davis Quintet
Round About Midnight
Milestones
Kind of Blue
Miles and Coltrane
Live in Stockholm

 
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