user_mobilelogo
Il mio treno a vapore
È in stazione.
Sono arrivato finalmente.
Ho trascorso decenni
a viaggiare a scartamento ridotto
e i miei occhi hanno ingoiato
I passaggi delle stagioni
e offerto il corpo al vento
gelido di gennaio.
Scendendo a terra
le mie mani hanno stretto la testa
per contenere il vomito
per le ferite che sanguinano
ignavia e diserzioni.
Devo capire verso quale zona
del  mio mondo devo poggiare i miei arnesi.
Penso che a piedi
sarà un viaggio
entusiasmante
pieno di visioni.
E mentre il giorno finisce nel buio
della notte
accendo la torcia
della mia anima
sperando in un invito a cena
o di un segnale di fumo
per poter  trovare accampamenti
di chi è fuggito dal tempo
e si ripara sotto le tende
del sogno.
Vedrò carovane
e affanni.
Dovunque, ci sarà la mia penna
a tracciare il passaggio del silenzio.

Massimo Cosentini