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cosenzaIncorniciata dai colli, Cosenza si suddivide in un nucleo antico, aggrappato lungo le ripide pendici del colle Pancrazio, alla confluenza tra il Crati e il Busento, e una zona moderna sviluppatasi a nord verso la fine dell'Ottocento, dopo i primi interventi di bonifica. La città nasconde ancora, nonostante le assidue ricerche, il tesoro di Alarico, re dei Visigoti, morto qui nel 410 e sepolto sotto il tetto del Busento con il bottino dell'ultimo saccheggio di Roma.
Sulla cima del colle Pancrazio, domina sull'intera città un castello, eretto dai normanni, probabilmente su strutture saracene. La fortezza fu trasformata e ampliata successivamente da Federico II di Svevia e dagli Angioini che ne fecero la propria dimora reale. Il centro storico è un suggestivo borgo medievale con vie a gradinate e sottopassi che confluiscono in corso Telesio, un ‘antica “ strada di mercanti e orefici”. Numerosi sono i monumenti che possono essere visitati nella zona antica: dal Duomo del 1100 ai conventi di San Gaetano e San Domenico con le relative chiese.
Interessante è anche Palazzo Arnone sul colle Triglio, ex sede del Tribunale, e del carcere, ora restituito all'antico splendore e trasformato in sede della Galleria Nazionale, presso la quale è possibile ammirare l'originale icona della Madonna del Pilerio protettrice di Cosenza e la Stauroteca , preziosissima croce-reliquiario donata da Federico II alla città in occasione della riconsacrazione della Cattedrale (1222).
Cosenza è una città culturalmente illustre, che deve la sua fama all'Accademia fondata ai primi del Cinquecento dall'umanista Aulo Giano Parrasio, e frequentata nello stesso secolo dal filosofo della natura Bernardino Telesio. La tradizione da loro inagurata e mantenuta viva da una stirpe di dotti casentini trova oggi la sua proiezione nelle architetture innovatrici dell'Università della Calabria, realizzate nel 1973 ad Arcavacata di Rende, pochi chilometri fuori città.
Il corso principale della città, Corso Mazzini, è diventato da poco isola pedonale ed ospita adesso una galleria d'arte "en plein air", il Museo all'aperto - abbreviato in Map o a volte, Mab , dove l'ultima lettera ricorda il nome del suo ideatore. Si tratta di una serie di sculture di artisti di calibro internazionale donate alla città da un facoltoso collezionista (Carlo Bilotti, cosentino residente in Florida). Il percorso, che ingloba anche alcune sculture già presenti e quindi estranee alla donazione, inizia in Piazza dei Bruzi e termina in Piazza Bilotti ed al momento è possibile ammirarvi, tra gli altri, i Bronzi di Sacha Sosno, la Grande Bagnante di Emilio Greco, San Giorgio e il Drago di Salvador Dalì, Ettore e Andromaca di Giorgio De Chirico, Il Cardinale di Giacomo Manzù, quattro Paracarri e la Bifrontale di Pietro Consagra. È stata altresì annunciata la collocazione del Lupo della Sila di Mimmo Rotella, recentemente scomparso.

Il convento e la chiesa di San Francesco di Assisi

{multithumb}{multithumb}Dopo il Duomo, il monumento più importante di Cosenza è rappresentato dal complesso monastico di San Francesco di Assisi.
Costituito dal convento dei frati Minori e dalla chiesa, fu fondato nel 1217 dal beato Pietro Cathin, seguace di S. Francesco di Assisi.Il monastero in gran parte distrutto dai frequenti terremoti e dai bombardamenti del 1943, racchiude la cappella di S. Caterina, fastosamente decorata con intagli lignei dorati e dipinti settecenteschi. La chiesa, che originariamente era ad aula unica posta perpendicolarmente a quella attuale, fu trasformata nelle attuali forme barocche intorno al 1657; la facciata venne invece rifatta solo dopo il terremoto del 1854. L'interno, a croce latina, a tre navate divise da colonne (occorre tener presente che l'antica chiesa duecentesca era presso a poco costituita dal transetto attuale) ha un grandioso altar maggiore ligneo settecentesco.All'interno della chiesa, tra le opere di notevole valore artistico presenti insieme agli elementi architettonici di pregio, isolate testimonianze di quanto resta delle forme originali, occorre anche segnalare nella navata sinistra, al 1° altare Crocifisso ligneo del XVIII secolo, al 2° altare la statua marmorea Madonna col Bambino della fine del XVI secolo, nell'abside Perdono di Assisi , tela di Daniele Russo (1618), nella cimasa Crocifisso dello stesso autore, in una nicchia, Immacolata, scultura lignea del ‘700.Nel cimitero sottostante la chiesa troviamo l'Annunciazione, affresco della fine del secolo XIV. Il convento è attualmente sede di un importante raccolta di opere d'arte e del Laboratorio di Conservazione della Soprintendenza per i Beni Ambientali, Artistici e Storici della Calabria.
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