Recensioni Libri

I GILLESPIE di Harris Jane

 

NERI POZZA EDIZIONI

Patrik Mcgrath è tornato! Solo che porta la gonna e si fa chiamare Jane! In questo romanzo rivivono le atmosfere e la bravura del famoso scrittore di romanzi psicologici e mi riferisco alle opere migliori: come spider e grottesco. Jane Harris ha la stoffa della grande scrittrice. Seconda opera , questa, dopo il già acclamato: “le osservazioni”,  e la Harris si dimostra degna della fama e del successo avuto con il primo romanzo.

Raccontare la storia del libro non è possibile, senza svelare troppo dell’avvincente narrazione. Basti sapere che è un romanzo ambientato nell’epoca Vittoriana: siamo in Scozia nel 1888: l’umanità si prepara ad affrontare il nuovo secolo, la tecnica e le scienze compiono i primi passi da gigante ( sono di questi anni le grandi esposizioni Universali) e la regina Vittoria traghetta verso il ‘900 una nazione ricca e produttiva.. ma .. sono anche gli anni in cui si compiono gli efferati omicidi del più noto assassino seriale della storia: Jake lo squartatore, in questi anni si pubblica lo strano caso del dottor Jekyll e Mr. Hyde  e il ventre delle metropoli così progredite e così perbeniste partorisce poveri e miseria, frutto della rivoluzione industriale e del nascente sistema capitalistico… mentre gli scienziati cominciano ad interrogarsi sui misteri dell’animo umano e dell’inconscio. In questo clima, sempre evocato nella narrazione, si muovono i personaggi del romanzo: i Gillespie, famiglia borghese ed unita e la loro cortesissima e premurosa amica:  la “zitella” Harriet.

Pagina dopo pagina la storia, mai priva di un certo umorismo e di una piacevole ironia si tinge di nero ed il lettore diventa il protagonista del romanzo perché sarà chiamato, implicitamente, dalla narratrice a decidere lui stesso che visione adottare sull’intera vicenda raccontata. Un libro divertente, dall’accuratissima e sorprendete descrizione psicologica dei personaggi, e che sembra riscriversi da solo (come i libri magici) fino all’ultima pagina.

Evocativo come un film e ben scritto, vale la pena di leggere questo Romanzo e di scoprire cosa può succedere in un paese dove la regina desiderava che, per pudore, si coprissero le gambe dei tavoli e  quando la dissociazione tra vita pubblica e pruderie privata diventa la caratteristica principale.

Buona visione.. pardon buona lettura!   

 

Rossana Castriota