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copertinaRicordate quando eravamo bambini, con i nostri fiocchi colorati dietro i banchi e la maestra che ci parlava di Garibaldi, eroe nazionale senza macchia  e senza paura, di Cavour astuto e disinteressato diplomatico che aveva a cuore le sorti degli italiani e del brigantaggio, quale origine della mafia attuale? Ebbene riavvolgete il nastro, leggete il libro e capirete che ci hanno raccontato solo bugie in nome di programmi scolastici obsoleti preparati perlopiù da gente del nord per il nord.

Pino Aprile, con tanto di documentazioni storiche ci spiega che la guerra di unione d’Italia fu solo un a sanguinosa annessione del regno delle due Sicilie, ricchissimo all’epoca, al Piemonte poverissimo. Ci racconta che ci furono stragi, uccisioni e rappresaglie alla pari di quelle naziste, per costruire l’Italia una.

Garibaldi, guidava un branco di delinquenti dediti al saccheggio ed i briganti erano i membri della resistenza di fine ottocento organizzati per cacciare l’invasore. È come se ci avessero trattato come gli Americani fanno con L’Iraq: una guerra di liberazione che però nasconde interessi economici che si difendono al costo di molto sangue, è  come se l’Italia di fine ottocento fosse stata come l’Italia dopo l’otto settembre del 1943, solo che i nazisti erano i patrioti piemontesi, la popolazione inerme i contadini delle due Sicilie e la resistenza i briganti. Da allora, afferma Aprile, si è proceduto alla spoliazione sistematica delle risorse meridionali, alla umiliazione di tutti i tentativi di risorgere anche economicamente, alla distruzione delle eccellenze raggiunte al sud: insomma, la lega non è nata dal nulla ma da ben quasi due secoli di storia.

Aprile, lucidamente, con un excursus attraverso gli anni , anche del novecento, arriva ai giorni nostri e ci parla di autostrada Sa-Rc, di lobby di potere, di politica e pensioni di invalidità.  Ma l’aspetto più inquietante è perché i meridionali si fanno trattare così? E la risposta coinvolge indagini di psico- sociologia e  di antropologia: siamo vittime tutti di identificazione con aggressore ( per cui io credo veramente che gli altri sono migliori di me ed io inferiore ed anzi, aiuto il mio “aguzzino” perché voglio somigliargli”), di effetto “profezia che si auto -avvera” , ( per cui se tu mi fai credere che io sono stupido alla fine ci credo veramente e mi comporto da tale anche se non è vero!). ma tante sono le cose che sono presenti nel libro. Questa sintesi è riduttiva ed è offerta al solo scopo di costringere a comprare il volume! Perché la soluzione offerta è ovvia: ci si ribella quando si prende coscienza della realtà vera dei fatti , anche se è difficile ed anche se fa male.

Io alla presentazione c’ero ed ho avuto la magnifica l’opportunità di dialogare con l’autore e di affiancarlo immeritatamente nella sua esposizione e, devo dire, che mi sono seduta la tavolo scettica: colpevole e vittima anche io di quella sfiducia cronica dei meridionali in sé stessi, che deriva da secoli di impotenza appresa ed indotta e pensavo: “figurati , una goccia nel mare, figurati i più cosa capiscono, se ci credono, se abbandonano gli schemi mentali per  accogliere questa verità”, orbene dal tavolo dei relatori guardavo la piazza e mi sono accorta che in due ore di presentazione nessuno, ma proprio nessuno dei presenti si è alzato per andare via, mi sono accorta che i giovani sostavano interessati e si avvicinavano all’autore per porre domande documentate, mi sono accorta che nella gente comune c’era voglia di sapere e conoscere senza scetticismo ma con curiosità ed ardore. Un libro che è un seme per il futuro orgoglio risorto del sud, affinché il sud riparta da se stesso con le proprie forze e con la coscienza ricca e riformata: Questa è la più bella presentazione che si può fare di Aprile e del suo libro.

Rossana Castriota