La contessa di ricotta di Milena Agus
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C’era una volta la storia di tre contesse: una bellissima, una infelice, una brutta. Potrebbe cominciare così il racconto lungo di Milena Agus, la scrittrice sarda novella realizzatrice di favole urbane moderne che rivela come la magia sia presente nella vita di persone qualsiasi, nella esistenza di tutti i giorni.
Non è la storia particolarmente originale, nè l’intreccio avvincente e pieno di sorprese. Ma la scrittura soave e tenue, che caratterizza la narrazione, rispecchia l’elemento della bellezza che la Agus vede nella vita quotidiana, nella capacità lenitiva delle cose semplici anche durante il dolore, la tristezza e le difficoltà.
Così il bambino “diverso” figlio della contessa di ricotta ( dalla quale prende il titolo il libro, la sorella più triste) diventa, man mano nella storia, un piccolo folletto benefico e pieno di grazia, così l’intellettualismo ed il rigore di Noemi (la sorella più brutta) sono compesati dalla capacità di osservazione e di riflessione fuori dal comune, così l’amore che è difficile spesso si sa, anche quando a volte è ricambiato, assurge a possibilità di riscatto e diventa possibile anche quando tutto sembra impossibile.
Non è mistificazione della realtà, ma solo capacità di guardare la vita da un’altra angolazione (cosa che noi non facciamo mai a dire il vero!) dal punto di vista della virtù e non del difetto, della tenerezza e della premura e non della mancanza e della ostilità.
Un libro di speranza e di poesia per trovare il filo di Arianna nei nostri labirinti quotidiani, per augurarsi che qualcosa nel corso della vita arrivi a salvarci, per aiutarci a scoprire il sublime anche nelle piccole cose.
Ma soprattutto, un libro che nobilita le nostre storie e ci da la speranza di trasformarci tutti in eroi ed eroine: perché non ci sono solo Anne Karenine o Sandokan, né tronisti e veline, in realtà ci sono (proprio come nel libro!) anche mogli innamorate dei propri mariti, ragazze madri che si scontrano con la diffidenza e con i pregiudizi degli altri, uomini separati ma in cerca ancora dell’amore.
Allora prendete le vostre ferite, i vostri piccoli dolori, le vostre imperfezioni, guardate allo specchio come vi rendono unici e perfetti anche se così umani e, diventerete anche voi protagonisti, come in un libro della Agus, della vostra piccola e mai banale storia.
Rossana Castriota

