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Recensioni Libri


 


Occhi di ghiaccio
Davide Sgroi
Il foglio promo

Non una storia d'amore convenzionale... questa volta, ma la metafora di un'epoca e di una generazione, un come eravamo amaro. Siamo negli anni settanta durante gli anni di piombo, nel periodo più oscuro della storia italiana. Due giovani diversi tra loro si innamorano ma la storia d'amore se pur centrale nel romanzo non  ne è, il fulcro reale. Il posto d'onore spetta alla solitudine esistenziale, all'incapacità di cogliere lo scambio con l'altro quando si è troppo presi dalla ricerca di un identità di se stessi. Non a caso il romanzo è ambientato in un epoca in cui l'italia ed i giovani erano alla ricerca di se stessi, di un equilibrio e di una nuova identità.

 

La copertina del libro, una foto del giovane medico-artista Leandro Mallamaci, è emblematica della solitudine del protagonista , ma anche della solitudine di una generazione che non è stata capace di aiutare se stessa. 
Se pur protesa verso l'interesse collettivo che mascherava in qualche modo l'idealismo sterile non solo tipico della gioventù ma anche di una generazione. La rincorsa dell'amore  è metafora della ricerca di se stessi, di un proprio equilibrio e di una propria identità e della difficoltà esistenziale a cogliere questi aspetti.  
Il romanzo è la prova esordiente di uno scrittore calabrese di adozione,  e come prova d'esordio non tradisce le migliori aspettative. Pur nello stile secco, lucido e non convenzionale emerge piacevole una vena romantica e poetica che stempera le asperità del linguaggio (giuste, se si pensa alle asperità di un epoca, di un' età ingrata) . Ecco un esempio:
" Azzurro Siderale vaso di rotte
fluttua all'orizzonte la perduta ampolla
Cieca
Celante nel piccolo ventre un grido.
Naviganti bisognosi d'amore
vaghiamo in questo azzurro siderale
afidanto talora alla sorte un tenero canto".
solitudine, ricerca e speranza.. il tragitto di tutti noi.

 


Rossana Castriota