Lasciami entrare - John Ajvide Lindqvist

John Ajvide Lindqvist
Lasciami entrare
Marsilio
Dopo essere uscita dal cinema ed aver visto “lasciami entrare”, splendido film gotico di matrice svedese (che consiglio a tutti di vedere), non ho resisto alla tentazione ed ho comprato il libro omonimo scritto dallo Stephen King nordico (così viene presentato dalle cronache) John Ajvide Lindqvist. Rivelazione ed estasi: non solo il libro è pari per bellezza al film: cosa che raramente accade ma in questo caso è spiegabile con il fatto che l’autore del romanzo è anche sceneggiatore della pellicola, ma raggiunge picchi di delicatezza e poesia davvero deliziosi.
La storia è semplice: Oskar, tredicenne goffo e infelice, incontra Eli ragazzina enigmatica ed altrettanto infelice e se ne innamora. Ecco allora che ci si aspetterebbe la solita storia adolescenziale alla Moccia di tre metri sopra il cielo, ed invece no! Eli è una vampira e nella storia non ci sono, (Dio Grazie!!!!) adolescenti glamour, zuccherose profferte amorose né false e mal riuscite denuncie sociali.
Eli ed Oskar sono due adolescenti che se pur diversi sono accomunati da un male comune: l’emarginazione e la solitudine: Eli deve uccidere suo malgrado per sopravvivere ed Oskar, goffo ed insicuro, è perseguitato dai bulli compagni di scuola. La realtà si palesa nella sua crudezza e noi capiamo, attraverso lo scorrere delle pagine, che i veri mostri sono le persone “pseudo- normali”: i compagni di classe del ragazzo, il succubo adulto di Eli (e qui l’autore sfiora il tema della pedofilia ma con classe e competenza senza scadere nella provocazione o nel gusto del perverso), i genitori distanti e presi nelle loro problematiche.
Ciò che era ordinario diventa anomalo, ciò che è normale può diventare terribile in una prospettiva che è quella reale della vita quotidiana.
Eli dice ad Oskar che per sopravvivere è costretta ad uccidere suo malgrado, ma sa che lo stesso Oskar ucciderebbe colto dalla rabbia e anche solo per impeto passionale e lo esorta, quando si sente giudicata da lui, a mettersi nei suoi panni…. Un invito terribile e bellissimo al tempo stesso: in ognuno di noi c’è il male ed il bene, nessuno può giudicare il vizio e la colpa negli altri senza aver prima fatto il conto con la sua parte oscura. I mostri e le paure dentro di noi vanno prima affrontati ed ascoltati e, poi, compresi e rielaborati ma nessuno può dirsi immune dal male né può arrogarsi il diritto di proiettare sugli altri, costruendo dei capri espiatori, la propria parte di cattiveria.
Un libro che fa riflettere su tutti i pregiudizi e le xenofobie attuali, sulle false morali che da sempre costituiscono le basi delle cosiddette società civili.
Un libro sull’amore che aiuta a riscattarsi e che diventa ancora di salvezza in un mondo ostile se solo si ha la capacità di accoglierlo e comprenderlo anche quando appare insolito e fa paura: Eli, il vampiro, chiede ad Oskar ogni volta che lo incontra il permesso di lasciarla entrare in casa, cioè chiede il permesso di poter accedere ogni volta metaforicamente nella sua vita: senza il nostro volere l’amore non può nulla, non può cambiare niente.
Un libro sulle mille forme delle solitudini umane: tutti i personaggi sono soli e l’isolamento,volontario o subito che sia, appare come la livella delle sorti delle persone, l’elemento comune dei destini del genere umano.
Tante cose ? troppe? No, come un tappeto è bello sei diversi fili sono intessuti insieme con grazia così un libro deve leggersi a molti livelli a partire dalla trama fino alle molteplici tematiche soggiacenti .
Lasciate entrare allora Oskar ed Eli nelle vostre librerie ne vale davvero la pena.
Rossana Castriota

