Non fai più male in fondo ai cassetti scuri giaci.

Le tue braccia son diventate steli invisibili di erba

 in una giornata di pioggia umida

 sottili,

 aride,

 bagnate.

Non fai più male

nei pomeriggi assolati si districa il vento

e tu non sei cielo terso ma nuvola plumbea, pesante sulla mia anima.

Non fai più male

straripano le tue parole, non ho più argini per contenerle.

Solo sei, sola sono, in una palude di promesse stagnanti.

CARMEN COSPITE

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