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Concerto al Cavern Club

avulive_band

SABATO 04 FEBBRAIO 2012  ore 21.45

AVULIVE IN CONCERTO

Federica Perre - Voice
Mario D'Ambrosio - Bass
Roberto Risorto - Keyboards
Francesco Montebello - Drums

IN SALA D'ARTE ESPONE L'ARTISTA GIANLUCA NAVA >> vedi le opere

partners della serata:

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SIFIN srl [Bologna] http://www.sifinitalia.it/

Libreria MONDADORI [Cosenza]
 

22.11.63 di Stephen King (ed. Sperlin e Kupfer)

copertina

 

Meglio avvertire subito: la critica si è divisa su questo romanzo: forse fa paura che il re della paura abbia abbandonato in questa ultima opera le trame horror! Lo scrittore di Misery, delle notti di Salem e di It senza mostri e fantasmi, capisco può disorientare. Analizzare però oltre i motivi della perplessità dei critici non interessa oltre perché il romanzo è bellissimo!

Per prima cosa King scrive davvero bene: sintetico, efficace, con il registro giusto, caratterizza i personaggi con poche pennellate descrittive ed essi prendono vita grazie ed insieme alla storia che li anima come soffio vitale. Le oltre 700 pagine si leggono di un fiato.

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Non fai più male di Carmen Cospite

Non fai più male in fondo ai cassetti scuri giaci.

Le tue braccia son diventate steli invisibili di erba

 in una giornata di pioggia umida

 sottili,

 aride,

 bagnate.

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Due gennaio 2012 di Massimo Cosentini

Poi, ho scoperto
la notte.
Quando è successo,
quell’attimo
perduto nel passato,
ero disperato
senza zattera,
naufrago.
Quel buio,
la paura
hanno trascinato
le mie ossa
su un’isola
benedetta
dove ho cominciato
a scolpire
il mio tempo.

M. Cosentini

 

 

UNA SEPARAZIONE di Asghar Farhadi (2011)

Cinema
loc-sepQuando un uomo e una donna si separano lo fanno già dal momento in cui ad uno dei due viene in mente di andare via.  
Gli sguardi dei personaggi di Una separazione, pluripremiato film al festival di Berlino, sono i più intensi degli  ultimi anni sullo schermo e appartengono a volti “enormi”, che riempiono totalmente il quadro e assorbono, tutti in maniera indistinta, l'attenzione dello spettatore: da una parte una coppia borghese, benestante e laica, Nader e Simin con Termeh, la figlia undicenne, e il padre malato di Alzheimer, dall'altra una famiglia indigente, cupamente e severamente legata alla religione, Razieh e suo marito, con una bambina di quattro anni.

Il film si apre in un tribunale con  la ripresa dall'interno di una fotocopiatrice che scansiona documenti probabilmente di persone che stanno per essere giudicate, come se il mezzo cinematografico illuminasse una situazione diffusa, uguale dappertutto, universale, che si ripete uguale tante volte, avanti e indietro, sempre: luce, fotografia, movimento, somma che è già dall'inizio omaggio meraviglioso al cinema, al significato del cinema (la luce è necessaria perchè la foto possa esistere, l'inquadratura e il movimento concorrono a dare copia del reale, documentazione di uno spaccato di vita, senza differenze se non quelle di ciascuno di noi, delle condizioni in cui si nasce e cresce, del quotidiano, della malattia e degli affetti necessari alla vita).

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Il Cinema al Cavern Club

Già da tempo i cavernicoli avevano promesso di occuparsi di cinema. Si vociferava di rassegne, proiezioni, cineforum ed approfondimenti. Poi l'idea di uno spazio dedicato al cinema non prendeva mai forma e rimaneva sempre il rammarico di avere perso l'occasione. Per fortuna però questo sito, proprio come il luogo (Cavern Club), è diventato nel tempo uno spazio di libera espressione.

Di recente si è unita alla redazione Alessandra Vigna. Ci auguriamo che il suo entusiasmo e la sua passione per il cinema raccoglieranno il vostro consenso. Un invito per tutti gli iscritti a contribuire, con altre recensioni, al percorso di questo viaggio nella settima arte.

La redazione del Cavern Club

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CIAKChe cos'è il cinema? Fiumi di parole per spiegare un amore (sentimento inspiegabile peraltro): luce, movimento, nascita intesa come rivelazione, fenomeno straordinario. Non c'è niente di più personale e magico che entrare in un film, di emozionante e totalmente inebriante come dar la mano o posarla sulla spalla di un personaggio, quando ci sediamo di fronte ad uno schermo che ci fa battere il cuore come mai così nella vita “fuori”.
Le parole per comunicare cosa si prova “dentro” un film non sarebbero mai esaurienti perchè il moto della pellicola ci avvolge e ci fa penetrare in una vita che diventa la nostra vita nel corso del tempo di reciproca proiezione, quella della pellicola e quella dello spettatore che ritrova se stesso o, perchè no, a volte, combatte con se stesso; nel film ci mettiamo accanto, addirittura dietro il personaggio o dentro al personaggio. E questa è magia, esperienza estatica, meravigliosa. Unica.

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Cose da salvare in caso di incendio di Haley TANNER

 

Longanesi, pp. 326, euro 18,50

In una Brooklyn popolata da immigrati russi che parlano con il loro tipico accento rumoroso, Vaclav e Lena sono amici per la pelle e giocano a fare i maghi, sognando un mondo di giochi di prestigio e mangiatori di spade, ottovolanti e costumi scintillanti.

Il loro desiderio più grande è esibirsi sul marciapiedi di Coney Island, dove Vaclav sarà il mago e Lena "l'incantevole assistente". Ma proprio il pomeriggio in cui hanno deciso di esibirsi per la prima volta, Lena sparisce dalla vita di Vaclav in modo improvviso, come per un gioco di prestigio senza che possa nemmeno salutarla. Cosa le è successo? Chi si occuperà di lei che non ha i genitori e viveva con una zia sbandata? Chi la proteggerà senza il suo mago paziente?

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